Malinconia
Antonella Modaffari Bartoli
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A volte resto ferma ad agognare
quei lidi di una vita ormai remota,
mi vedo sopra caldi litorali tra rocce,
agave e i flutti dell'onda.
Il solo canto che non è mai morto, è
il grido sordo e amico dei gabbiani.
C'era, anche il grosso cedro dentro
l'orto, offriva dorati frutti dai suoi
rami.
Sul muro sfatto che mi sta davanti
vedo con la mente il mio passato
pieno di crepe, ombre e di fantasmi
di marionette, come in un teatro.
Un palcoscenico che resta vuoto,
dentro la commedia della vita, intorno
a me trastulli malinconici e tristi
manichini silenziosi.
Piangerò ancora, su qualche fantasia
osservando la svolta fiorita del sentiero
cercherò l'amore, nella malinconia di
chi l'ha perso, quando ormai eterno,
lo credeva.
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Commenti (1)
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Alberto De Matteis14 maggio 2013
Una bella introspezione sul proprio vissuto, quel passato pieno di crepe, di ombre e di fantasmi di marionette come in un teatro. Tutto intorno un palcoscenico da dove si può osservare un sentiero fiorito dove cercare l'amore, a dispetto e con la malinconia di chi questo amore ha perso. Dopo il buio c'è sempre la luce, dopo una notte fonde arriva sempre un'alba ristoratrice.

