Germogli d’umanità
Saggezza antica
come bozzolo scarnificato
ai margini di una mulattiera.
Ascolto il suono del vento,
tocco il battito della terra,
ricevo consolazione dalla pioggia
e mi scaldo dinanzi al focolare.
Schiamazzi in notturne cavità,
ululati vaghi,
accompagnati dal cigolante oscillare
di insegne stradali.
Ribellione e trasgressione
come germogli d’umanità.
Voci ruggenti
da spazi indefiniti,
silenziosi tremori
e sorde paure.
Nell’oscurità
la brezza mi sfiora le gote
e il rumore dei polmoni
mi entra nel cuore.
Con prudenza
assaporo
la possibilità di dormire.
©
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