Crisi
Salvatore Orefice
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Vuote le strade del vecchio quartiere,
nessuno s'aggira per i palazzi
solo, provo mestizia.
Inutilmente fan luce i lampioni,
il sole del crepuscolo si spegne
annunciando la notte.
Un senso d'impotenza tra la gente,
che come la volpe resta intanata
aspettando il momento,
chiusa tra disperazione e speranza
al tenue calore del focolare.
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L'autore
Salvatore Orefice
Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.
Commenti (1)
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Berta Biagini16 maggio 2013
“Crisi” parte della nostra vita dalla quale è difficile trovare uno sbocco – fiducia e speranza però non devono morire - altrimenti il baratro potrebbe inghiottire.

