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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Rosita Bottigliero
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Riflessioni 15 maggio 2013 · lettura 1 min · 3242 letture

Ieri

Rosita Bottigliero 1131 poesie pubblicate
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Non conosci il mondo, una carezza profonda è l'immagine del buio, un colorare l'ombra Immerso, senza danni, lasci dietro un sorriso, poche parole, e non pensi al domani. Quel tunnel, fuori freddo, le parole in un perché... sfrecciano pensieri e sei rimasto a ieri...
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La depressione... un restare indietro nel tempo...

L'autore
Rosita Bottigliero

Insegnante, curiosa delle cose impossibili. Tutto ciò che faccio lo dedico con il cuore, non sono superficiale. Odio l'apparenza e le false amicizie. meglio non dare che dare poco.... Rosita

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Commenti (11)

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Alberto De Matteis15 maggio 2013

Riflessione intensa e profonda su una malattia molto grave.

U
Ugo Mastrogiovanni16 maggio 2013

Questi versi sono un grido di dolore di chi non sa più come difendersi dalla mestizia e dallo sconforto che spesso l'assale. Sono un urlo di rabbia contro quel male oscuro che più all'improvviso condivide i tuoi giorni e ti annulla la mente; uno strillare a squarcia gola: perché?!

massimo turbi16 maggio 2013

scricchiolano i perchè nei silenzi disadorni di labirinti parsi d'iniqua viltà laceranti odissee sterminano l'estenuanti voglie di ritornare al mio domani per redimermi dall'infausto sortilegio diagnosticato nel dna del cuore in frantumi quale colpa mi attribuisci oh mia diletta creatura tormentata da mille peripezie di codesta vita insulsa? vieni a me benedetta fanciulla dell'amore avvolgimi con le tue squame cosi possa ritornare ai miei pari per non sofferire ancor più delle villanie che mi perquote i petto lacerato dall'incertezza divina

Sara Acireale16 maggio 2013

Quando l'individuo si sente minacciato esistono diverse varietà di scelte per trovare uno sbocco, una via d'uscita; molte volte ci si rifugia in se stessi e si ha la fuga nella depressione, nei casi più disperati anche nel suicidio. Noi siamo socialmente condizionati così da considerare normale l'immergersi nello spazio e nel tempo esteriori. L'immersione nello spazio e nel tempo interiore viene considerata una fuga dalla realtà, una deviazione. La maggior parte di questi viaggi avvengono per motivi gravi quali un divorzio, un lutto, la perdita del lavoro, della casa ecc. Il modo migliore per combattere la malattia è credere alla vita, avere uno scopo ed essere aiutati a realizzare qualcosa di positivo...

nemesiel16 maggio 2013

Versi che toccano il profondo per quel "male di vivere" le cui radici affondano nella parte dell'io che l'uomo ignora, quella parte in ombra che emerge improvvisa, che ti fa fermare ad ieri...

Berta Biagini16 maggio 2013

Difficile trovare parole per questi versi – in ognuno si cela il “peccato” di non poter essere più all’altezza del momento sacrificando la vita che invece dovrebbe sempre salire alta sul podio. Sentitissima.

carla composto16 maggio 2013

solo chi ci passa può capire... buio e poi sembra di veder un lumino lontano e poi di nuovo buio... bellissime e sentite le parole dell'autrice ...é sempre ieri... molto sentita...

Massimiliano Moresco16 maggio 2013

E' proprio vero, la depressione è come fosse un altra dimensione. Attorno a te il mondo scorre veloce e tu sei li che arranchi nella tua bolla di sapone protettiva.

rosa dagostino16 maggio 2013

brutto male la depressione e più si chide la persona in se stessa, più si cade in questo affogare... lentamente... fino a morirne... bella poesia, complimenti

Salvatore Orefice16 maggio 2013

Sfrecciano pensieri e sei rimasto a ieri... Non lasciamoci andare, reagiamo, in fondo è " Meglio accendere una candela che brancolare nell'oscurità". (Emily Dickinson). Complimenti per la bella poesia e per il particolare tema trattato.

M
Mariasilvia16 maggio 2013

Rimanere a ieri non cura. Intensa la lirica che recita un tema molto attuale: la vergogna di questa malattia e la paura che apre le porte solo alla solitudine. La fragilià è sentita in modo particolare. Apprezzata molto!