Visi allegri

Tristezza che perdura allunga il viso
Traspare il cupo umor e angoscia infonde
Mentre allegrezza lo fa pieno e vivo.
A ché far sì che i guai tuoi sian palesi?
Tu stesso più ne soffri a mostrar segni
E suscitar potresti noia intorno.
Catena allunghi dalle tristi maglie
Che gioia pur se finta invece rompe
Perché sparger tua pena ad altrui danno?
Con esercizio rallegrarsi occorre
E farlo pur convien senza cagione
Al cominciar si finge e poi d’inerzia
E maschera non è se tu ci credi.
Ed or nell’immediato cominciamo:
Al primo che incontriamo sorridiamo
Pur fosse quel vicino indisponente
Vedrai che dopo un po’ pur lui si scioglie.
Cedere non vuol dir; noi restiam fermi
Fidi a principi antichi e vecchie tesi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!