Trappola mortale (ed eterna)
Grazia Longo
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S'intridono d'argentei sogni
i rami sottili della notte
ora che il giorno regala
i verdi al verde
e rosso sangue d'anima
gocciola dai rami
come papaveri liquescenti
come bocche avide di baci.
Si scioglie il fiume dell'imprevisto
e con le sue acque ineffabili
bagna le rive del desiderio
mentr'arde d'arsura la pelle
ora deserto di carezze di vento
con le sue dune immobili
isterilite e spente.
Invisibili bolle di tempo assente
s'alzano verso un cielo
che diviene specchio ardente
di terrena infausta attesa
mentre umidi aliti d'infinito
m'increspano la pelle e il cuore
in un brivido che nasce e muore
nel biancore d'un foglio vuoto.
Vuotato è il calice infranto sul selciato!
Dell'antica festa restano i colori disfatti
dei passati fasti
come turgidi germogli
stropicciati dalle dita distratte
del capriccioso fato
che come un ragno fantasma
tesse invisibili tele d'organza
a catturar la bellezza del sole
in un pulviscolo d'oro e brinate gemme
un turpe inganno divenuto
trappola mortale ed eterna.
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Grazia Longo
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