Tacito accordo
sebina pintaldi
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Si dissetava con le lacrime opulente dell'anima, in vista dei giorni futuri.
Lei sapeva già, che prima o poi avrebbe smesso di piangere!
Se lo sentiva!
Assorbiva più che poteva l'essenza del suo dolore e
lo custodiva per intero nelle viscere del corpo.
Diveniva spugna di mare!
Strano a dirsi!
Ma si riscopriva affezionata a quella fitta aguzza che per anni le aveva trafitto il petto.
Era divenuta la sua inviolabile medaglia al valore!
Per troppo tempo si erano guardate negli occhi, arginando accuse e persino rimorsi.
Lei... e lo spasmo intessuto dai suoi tormenti si riscoprivano complici!
Avevano stipulato un tacito accordo:"si scavavano a vicenda per raggiungere i bassi fondi dell'amarezza e del rancore, per scorticarne l'atomo insano."
Non si amavano!
Ma sentivano di appartenersi!
Di essere annodati in un intreccio illecito e clandestino, voluto chissà da quale astruso pensiero!
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