Qualcosa c'era

C'era qualcosa di me nella tempesta
una speranza
la radice che il vento non aveva sradicato
amore mio imperfetto
ti cercavo
negli anfratti dove fioca è la candela
E c'era un cinguettare muto
che incantava il tempo
teso
alla purezza di uno slancio
scritto nel grano piegato
dalle furie nere
cibo per stanziale uccello
dall'accasciato volo
C'era qualcosa di me nel labirinto
che sembiante aveva l'immaginario fiore
C'è il sogno
ora goccia
e goccia canta e folle
in un filo d'arcobaleno e miele
veste di trasparente tulle
e lega la sua rete
alle lontane stelle
e tu la bevi vecchio
forse riflessa in uno specchio
o leggera mariposa
nel petalo di una rosa
la berrai goccia che in spirito s'evolve
dove non c'è tempo, non c'è dove...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
