Delusione d’amore
Antonella Modaffari Bartoli
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Avrei potuto rincorrerlo e supplicarlo
urlando al vento il suo nome, chiedergli
di restare, ma ho preferito lasciarlo
nell’ovattato silenzio, nella libertà che
crede di possedere, nella sua infinita
solitudine.
Me ne vado nella terra dell’invisibile
dove lui mi ha confinata, senza mai
saper guardare, la luce della mia
anima.
Lo lascio vagare nel castello delle
sue paure, delle sue crudeltà, che
gli danno l’illusione di essere il più
forte.
Ed io a passi di malinconica danza,
seguirò il volo di un gabbiano che si
libra nel cielo, per fermare lo sparo
della mano assassina.
Solo perché non debba finire il suo volo
e con esso il volo del mio cuore che non
vuole addormentarsi dentro la valle
delle cose perdute.
Gli lascio in omaggio quel narciso
dallo stelo spezzato, fiore che avevo
coltivato per lui e l’urlo silenzioso
della mia delusione.
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