''Principe triste''
Flavio Uldanc
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Ero un principe,
signore di cupi cieli
e d'un regno senza età,
il mio pianto per anni lamentosi
ha bagnato questa terra d'anime mai quiete,
goffe figure di fantocci
imbellettati di malinconia
La mia noia e il mio dolore
non furono altro che una fredda ampolla
ricolma d'assenzio e di veleno,
e quelle debolezze,
una ad una,
inondavano quei neri calici
che le mie brame per anni han dissetato
Talvolta, ubriaco,
mi dilettavo nel contarli,
dopo quelle tristezze,
disperse come fiori morti
che il cuore di tormenti
in quelle sere mi riempivano,
e sciocchi, quei miserabili,
a fronte bassa,
a rider delle mie sconcezze...
Come sordi e pieni d'egoismo
mai vollero sapere il nome mio,
quello che solo le fanciulle,
magre e sorridenti
conobbero nelle notti di pazzia
Ero un principe, una volta,
senza trono e senza poesia,
e la patria mia erano quegl'incubi,
profondi ed infiniti da cui mi risvegliavo
ebbro di tremule paure,
orror di gioventù!
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
Commenti (1)
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Gianna Occhipinti19 maggio 2013
Una introspezione molto significativa e profonda. Leggo e rileggo questa lirica, che scava nell'anima, e ne resto colpita... Molto apprezzata.

