Nel cuore della notte
Antonella Modaffari Bartoli
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Non si vedono le stelle né la luna
ed il giorno non regala alla terra il sole,
in questo tempo inquieto come il
mio vivere, tutto rimane nel grigiore.
Sopra i giardini fioriti corrono
nere le nuvole, e la notte è al suo
mezzo, e all’alba l’usignolo non giunge
col suo dolce canto d’amore.
Fuggo dal sonno, come un bambino
che ha paura, dormendo, di sognare
i mostri e le streghe, di trovarsi dentro
un incubo.
Il vento, intanto, sbatte sulle
robinie fiorite, che inebriano col
loro profumo mentre i candidi petali
volano come farfalle impazzite .
Anche le rose sbocciano, ed il fresco
ruscello, mormora e chiede al mio cuore,
il perché di tanto soffrire, il perché di
tanto amare, il perché di tante vuote
attese...
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Commenti (1)
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Alberto De Matteis19 maggio 2013
Poesia molto triste con i giorni sempre uguali, d'un grigiore che fa paura, sogni di streghe e tanti incubi notturni, giorni senza sole e senza quell'amore che tutto potrebbe cambiare. Però noto anche quel profumo di fiori, le rose che sbocciano, e ciò dovrebbe dare un po' di ottimismo e l'attesa dell'amore.

