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Natura 19 maggio 2013 · lettura 1 min · 5290 letture

Là, dove il tramonto si dilegua

Umberto De Vita 311 poesie pubblicate
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Forse, volgendomi indietro, vedrò sollevare polvere ancestrale sovrastandomi nel compimento dell’eterno, senza avvedermene. Un tempo m’era dolce sognare nel mistero della sera, quando il sole si cela nell’alveo della foce oscurando l’indaco del cielo. Quante volte prima di sera, sbirciando oltre l’orizzonte nell’ora propizia del crepuscolo, s’udiva garrire qualche gabbiano: là, dove il tramonto si dilegua.
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L'alba e il tramonto mi hanno sempre affascinato, qui, in questa poesia mi ha coinvolto un bellissimo crepuscolo facilitandomi la possibilità di scrivere una poesia che credo rispecchi in maniera evidente la bellezza che vorrei trasmettere ai lettori. Non so se ci sono riuscito, in tal caso credo che sia una poesia piacevole e senza tante pretese.10 maggio 2014
L'autore
Umberto De Vita

Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins

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Molto apprezzata (Maria Luisa Bandiera)

Bellissimi versi, complimenti Umberto. ! (Ela Gentile)

Commenti (2)

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Gianna Occhipinti20 maggio 2013

Immagini poetiche molto belle che fanno bene al cuore, pennellate da un lieve strato di malinconia. L'autore si relaziona spesso con la natura e da essa ne trae nutrimento per l'anima, per ascoltare meglio se stesso e il linguaggio del Creato. Molto bella e, pertanto, molto apprezzata!

carla vercelli28 novembre 2016

"Forse volgendomi indietro/ vedrò sollevare polvere ancestrale/ sollevarmi nel compimento dell'eterno, senza avvedermene..." Reputo questi tre versi grande poesia. Si arriva ad un punto della vita in cui si guarda inevitabilmente indietro, c'è qualcosa nel nostro passato di inesorabilmente, ma solo apparentemente, incompiuto... fa parte di un disegno che forse non riusciremo mai e poi mai a decifrare. E quel tramonto che si dilegua è lì a rimembrarci lo scorrere del tempo, invenzione puramente umana, ma che si manifesta nella grandiosità di un crepuscolo, per trovare, prima che sia troppo tardi, una dimensione più consona ai nostri talvolta insulsi affanni. Molti sinceri complimenti al poeta: non è affatto una poesia di poche pretese!