L'armonia delle stagioni

Prima è senz'altro la primavera,
una fanciulla allegra e leggera,
che porta al mondo un soffio d'amore,
e dove soffia ci sboccia un fiore.
Scioglie la neve, su in cima ai monti
tinge di rosso maestosi tramonti,
fa venir voglia di andarsene in giro
e dal letargo, risveglia il ghiro.
Poi c'è l'estate, la bella signora,
cielo sereno, mattina e sera,
con le vacanze passate al mare
e chi, in montagna vorrebbe andare.
Il sole caldo, le docce gelate,
notti di grilli e di stelle cadenti
sei proprio magica, signora estate,
coi nuovi amori che sempre alimenti.
Ora è l'autunno che deve venire,
è un giovanotto, non sempre contento,
farà le foglie del bosco ingiallire,
piove ogni giorno e c'è sempre un gran vento.
Chi cerca funghi nei boschi, in collina
e chi ne compra una mezza dozzina,
si fa vendemmia, si pesta il vino,
si fan castagne bollite o arrosto,
c'è chi ha indossato il suo bel cappottino
e chi rimane in maglietta da agosto.
Tanti si prendono dei gran raffredori,
nasi che colano, febbre e dolori.
E nonno inverno ora bussa alle porte,
sembra che vadano ormai tutte storte,
fuori fa freddo, c'è spesso la neve,
tapparsi in casa, al calduccio si deve.
Compiti, giochi, la televisione,
i giorni passano senza emozione,
andare a scuola o in uficio, al lavoro
poche le feste, da farne tesoro.
Ma in fine passa anche nonno inverno,
non potrà mica durare in eterno.
Così ritornano le quattro stagioni,
e si ripetono uguali ogni anno,
ne son passate già alcuni milioni,
possiamo star certi che ritorneranno.
©
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
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