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Salvatore Orefice
272 poesie pubblicate
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Vedo solo scialba nebbia
lungo le rugginose rotaie
di questa fredda ferrovia,
e lunghe file d'ombre,
immobili come tronchi
d'ammucchiati alberi cedui,
alcuni chini sulle radici
come l'edera avvinchiati,
cert'altri accatastati sopra
a colmare vagoni.
L'ansia mi pervade
un'insieme d'illusione prima,
e di paura poi, mi prende,
m'assale, si fa gioco di me.
In mente s'aprono spiragli
e si richiudono improvvisi,
ma ora, m'e chiara l'attesa,
pochi infiniti attimi ancora,
sigillate le porte si da inizio
all'asfissiante, e lungo viaggio
verso gelidi campi di morte,
si da inizio all'eufemistica
docile soluzione finale.
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L'autore
Salvatore Orefice
Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.
Commenti (2)
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mollimra22 maggio 2013
qui l'uomo affronta un crudele destino con rassegnazione, forse troppa calma per tanto orrore
Rita Minniti22 maggio 2013
Una poesia toccante che segna il pensiero di chi, rabbrividito da tanto orrore, non riesce a non pensare a quanto dolore c'è stato e paura. Paura d'affacciarsi a una finestra che mai si sarebbe aperta andando incontro, invece, alla morte. Versi suggestivi, ben stilati ed estremamente belli che fanno riflettere per non dimenticare mai.

