Orme
Giovanni Monopoli
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Scoprire con la luna che scorre
orme impresse tra le sparse foglie,
coi raggi a intravedersi nelle macerie
a rantolare nel buio che coglie.
Osservare quel lontano cielo
stellato e pronto ad illuminare i passi
mentre la solitudine attanaglia i cuori
tra i resti del chiarore lungi a venire.
Trema la terra al grido in pugno,
strozza in gola il dirotto pianto
lassù ove le lacrime si sperdono nei silenzi
e la speranza brama nelle oscurità.
Falcia l’aria l’acre odore della polvere,
visi increduli tra le rovine a incamminarsi,
oscilla, il boato incute ancora timore
ma del domani all’alba ... il voler vivere.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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rita damonte21 maggio 2013
in questa poesia l'autore ricorda mirabilmente il terremoto sucesso un anno fa in EMILIA. Terrore, sconforto, morte, distruzione, tutto in un boato attanagliante che lascia solo polvere e detriti e i volontari che si accostano agli abitanti per riconporre ciò che è divenuto solo macerie. ma la voglia di ricominciare ad assemblare ciò che rimane in billico non manca per ricostruire ciò che rimane della nostra patria... anche se a volte la natura si comporta crudelmente. un inno meritevole per l'EMILIA, lodevolmente poetato con maestria.

