Dicevi delle labbra
Maria Grazia Vai
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Frugavi tra i lividi sulle rose nude
nella schiena coperta del mio sorriso.
Avevi soffocato appena il tormento delle
tue mani, ma decidesti di sporcarle
con il suono acerbo delle mie parole
abuliche.
Dicevi che il mio respiro era la luce
nel primo pianto d’un bambino.
E quando tornò ad inciampare il tempo
del mio riscatto, tu mi strappasti le labbra
e chiudesti il cancello.
Uccidendomi il desiderio d’essere
-l’ultimo bacio in fondo al cuore
della tua neve- sciolta e smarrita
nell’incavo di un vetro, dove ancora
tu mi rinchiudi.
Dove i gesti sanno essere l’oblio
di un amplesso mai finito. Quel riflesso
che fa dei polsi, la corda che abbatte
ogni ragione.
Come un soffio inesploso di labbra tra le
siepi -odorose della mia gola.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa23 maggio 2013
una poesia che a volte si fa prosa, lievemente erotica con quel suo dire e poi negare, che suggerisce piuttosto che affermare dipingendo una piacevole atmosfera amorosa... b r a v a

