Senza preavviso da una figlia
mi preparo a filtrare la percezione di un cambiamento,
quando si tratta di voci o di pelle
entra tutto a strati.
Il mio Dio c’è
ma non l’ho mai conosciuto
si prende la speranza e la porge al mio vuoto
come cerino acceso.
Cosa serve ora?
Forse un unico silenzio ...
o una fiaba inventata da madre a figlia
come una volta, quando mi ascoltavi
e vedevo nei tuoi occhi muovere la vita,
io nella mia lunga nenia
cantavo e dormivo,
ti preparavo a migrare.
I fiocchi d’aria non sono la tua voce
e la memoria ora mi percuote.
©
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L'autore
Dalassa
Non amo parlare della mia vita ma amo leggerla, tradotta in pensieri, sensazioni, poche righe che mi aiutano ad auto analizzarmi. I versi che scrivo attingono ed evocano in me immagini surreali che suggestionano da lungo tempo la mia fantasia. Rileggendomi però non sempre mi riconosco. Cerco di proiettarmi in ciò che e
Commenti (1)
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Clara Gismondi23 maggio 2013
Nei ricordi ci sono dei movimenti nuovi... apprendiamo qualcosa che non sapevamo perché noi, in fondo, non siamo mai gli stessi... Bella poesia!
