Neanche io ti condanno
I miei capelli,
sudore e sabbia
le dita soffocate in una stretta
l'ombra corrucciata del giudizio
che pesa sulla schiena
china e rassegnata
e tu,tu
mio Amato
Tu sei l'amante che ho tradito
in quel letto d'ambrosia
calda,fluente
liquida e tantalicamente
seducente
eppure ora lo so
mentre dai palmi
si schiude il dolore
che nessun abbraccio
era più pregno d' amore
del tuo
o mio Signore
Tu passi lieve il tuo calore
sul l'arco delle spalle
con timidezza
cerchi il roseo acceso
delle guance
e come un bimbo incerto
vi disegni un bacio
di quelli piccoli,
indifesi
innocenti
di quelli che al cuore dicono:
io non potrei amarti altrimenti
così spalanchi le tue braccia in forma di una croce
e non rimane altro da fare
che udire la tua Voce,
essa ripete senza stancarsi
che è il tempo del perdono
e non del condannarsi.
©
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Commenti (3)
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Giovanni Monopoli1 aprile 2007
se mi permetti voglio esprimere il mio grande apprezzamento per questi versi molto belli che rasserenano i cuori... molto, molto bella...
Salvatore Ambrosino1 aprile 2007
Bellissima poesia versi che riempiono il cuore ”così spalanchi le tue braccia in forma di una croce e non rimane altro da fare che udire la tua Voce, ”»
L
Landido2 aprile 2007
l'ho letta più volte, e mi sembra quasi inopportuno lasciare un commento! nelle tue parole vi è la sapiente maestria di chi sa far aprire l'animo a esilaranti emozioni..

