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Impressioni 25 maggio 2013 · lettura 2 min · 4406 letture

I rami della luce

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Come curve che le coperte morbide di spine setose ricoprono, come le punte aguzze dei venti gelidi che a maggio vogliono dal terreno far gemere l’inverno. Come i fili che i ragni tessono e veli di sposa ricoprono le città e si posano docilmente sulla cieca gente, che singhiozza come il tacito belato delle insicurezze. E cado. Giù come campana rotta. Precipita giù dal campanile delle utopie e rintocca in ultimo come ferro battuto sul marmo. E le risa per la piazza, e i riflessi degli aperitivi tra vetri e bicchieri, e le estati che urlano dalle chiese, e le esplosioni di mani e machete, di picconi e smarrimenti... È un vortice che i tornado non più nemmeno avvertono il loro arrivo al mondo. È un parto che più nemmeno il bimbo ridona il pianto. Eppure -perché mi guardi così- dal verde di un occhio che brilla, perché tu bimbo che non ha voluto piangere, prenderai il mio anulare stretto tra pollici troppo piccoli per aprirmi universi troppo grandi. Perché mi stenderò –nuda come madre dal seno rigoglioso del suo latte- e conterò le tue ciglia e conterò le nuvole delle tue pupille e conterò le ali di sabbia, e tra i ghirigori delle tue vocali dal sapore bianco del mare saprò riposarmi, come pianta di foglie orgogliosa alla luce che ha tra i rami il sole e i suoi di rame i raggi.
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Giorgia Spurio
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