Nella cruna di un ago
Renata Drewien
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Ti lascio i sussulti,
i salti, le risa,
le piccole morti
-avare elemosine-
che davano vita.
Ti lascio le offese,
le dita nel fango,
i visi strusciati
sulle cosce, nel pianto.
Ti rendo a lei,
bacio di Giuda,
ma noi, solo noi,
-ricorda-
vibriamo allo stesso suono,
alla stessa goccia che tocca l’acqua.
8 Marzo 2013
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L'autore
Renata Drewien
Commenti (2)
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s
sergio garbellini26 maggio 2013
Molto bella, l'ho letta due volte per carpirne meglio le sensazioni dell'animo dell'autrice, un amore deluso, un rancore conservato, un rapporto svanito per colpa di un uomo senza cuore ne anima, il rifiuto di tutti i ricordi e delle sue manchevolezze! Amare significa dare e per chi non sa offrire il proprio cuore all'altro si rivela un soggetto insignificante, parole amare trascritte in versi per gettare al vento un dolore nascosto, comunque mi sono piaciuti molto per la sua schiettezza e linearità nell'espressione poetica.
Rosita Bottigliero26 maggio 2013
una lirica che mi ha colpito... amore infilato nella cruna dell'ago... le offese e la vita che va via... intensa, profonda... immensamente eccezionale.

