La principessa di Terrabella
Come varcai la linea non rammento,
fissavo l'orizzonte e tra i pensieri
smarrito il senso del discernimento
non seppi se vivevo l'oggi o l'ieri.
Sospeso su una strada fatta d'aria,
davanti e intorno un mare di colori
parte oramai di una realtà binaria
così fatata da far fermare i cuori.
Della persona umana niuna traccia
ma un netto percepir di spirti buoni.
Ed io gaudente d'animo e di faccia,
facevo il pieno di buone sensazioni.
Quand'ecco sbucar da chissà dove
di metafisica beltà gentil fanciulla,
si, forse è il paradiso quest'altrove,
di brutto o cupo qui non vedo nulla.
Per amor di verità ancor più cruda
non posso ometter io un particolare,
la dolce giovin donna era pur nuda,
cosa provai non lo saprei esternare.
Allora lei comprese il mio imbarazzo
ed esclamò con la sua soave voce
-scusa se ti turbai, no non se pazzo
e il paradiso sai ha ben altra foce.
Di Terrabella io son la principessa,
il regno mio è tra l'irreale e il vero
son da secoli l'indomita e indefessa
custode del sogno e del pensiero.
Troppo geloso della mia bellezza,
Fato mi relegò in quest'universo.
trovare il modo poi fu mia destrezza
sopperir alla libertà che avevo perso.
Abile fui a trasportar qui un umano
penetrando in fondo ai suoi pensieri,
solo baciando lui agiranno invano
color che spengon sogni e desideri.
Ogni tre secoli va riacceso il fuoco
e in questo tempo tu sei stato scelto-
Dunque mi prese e mi baciò lì a poco
e con quel bacio i sensi mi ha divelto.
-Or ti sei abbeverato a questa fonte,
torna a danzar col tempo che s'avanza.
Cercami sempre, sai chi hai di fronte?
Non perdermi mai più sono Speranza.
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