Tarda primavera
Paola Galli
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Eran tornate le rondini
sopra i cieli di fango
sopra le teste grigie,
sorvolando il silenzio
di inverni assopiti
di vetri appannati.
A ciuffi i loro nidi
sui camini spenti
sui tetti sghembi,
chiacchiericcio gaio
in un gioco d’amore
su cortili infreddoliti,
sui sagrati di marmo
su ghiacce panchine
arrugginite e stanche.
S’attarda l’edera
sui muri scrostati,
sulle crepe di terra,
stentano i mandorli
così pure i ciliegi
e questa primavera,
che pallida si ritrae
a bramar propizi soli
per nuovi garriti e voli.
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L'autore
Paola Galli
Commenti (3)
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carla composto26 maggio 2013
la natura si ritrae sente che non é ora di dare frutti... la primavera come una bella signora si fa aspettare... ma il sole tornerà a splendere... bella e delicata lirica...
Patrizia Ensoli27 maggio 2013
Un impressione molto bella delineata da versi visivi- uditivi... l'autrice ha reso la lirica viva ed condotto il lettore fin dentro il reale poetico!!
Tonia Fracella28 maggio 2013
Una primavera che si fa attendere... e tutto sembra fermo ad aspettare il sole. Versi delicati, e intesi. Complimenti!



