C'era l'Oreto
salvo bonafe
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Noi, slegati dalla casa prigione,
felici corriamo, cerchiamo l’azione.
Sulle sponde del rio giungiamo
dove gracidano nel limo verdi raganelle
e viscidi pesciolini guizzanti presi nella rete.
Un antro angusto e tenebroso prono percorso,
strisciando e palpitando
come già visto in un film di corsari;
Un bagno a ridosso dove il ruscello s’espande
in gora profonda, tomba e gloria d’altrui gesta...
La partita di pallone, senza pallone,
è un gioco di forza e di muscoli tesi.
Vincono tutti, ché i conti non tornano mai
in quel campo senza porte e senza pali,
più adatto al pascolo di erbivori animali.
Ma il sole che scende oramai
arrossa i ginocchi e le braccia,
ferite di piccoli eroi in segno di forza,
lurida bandana in fronte,
altero passo al ritorno.
La tinozza con acqua fumante ci attende,
splash ...
e mani veloci percorrono i corpi,
disonorati da quelle schiume odorose,
che invano cancellano i segni del giorno.
©
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L'autore
salvo bonafe
Sono nato a Palermo, dove tutt'ora vivo. Ho viaggiato tanto , ma ora mi sono fermato, all'abbrivio di vecchiezza. Da "grande" ho scoperto la passione per la poesia, che vivo come una carezzevole compagna della giornata. Amo leggere e leggo l'amore. Credo nei valori della vita e penso amaramente che la vita voglia t
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