''Spleen della sera''
Flavio Uldanc
252 poesie pubblicate
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Ah, il cielo assiste inerme
al ritorno della mia calda pazzia,
voli di grigi gabbiani a coprire come un'ombra
questo mare che le mie speranze accoglie,
umide nebbie, scuri tramonti
e veglie silenziose, infinite
a far da spose all'anima schiusa come un rovo...
Sembrano ferite grandi come incubi
le mie orme su questa bianca spiaggia,
e lacrime da un viso spento
annunciano vuoti giorni ornati d'amarezza,
tra le nuvole un'ultimo grido di malinconia
solo quello,
a testimoniare una sconfinata solitudine
Ora t'abbraccia, poeta, come una madre cattiva
il lamento di questa torbida sera,
e perchè, oh, perché sognare e rimpiangere
quel maestoso Sole che lento ti abbandona
e che curvo all'orizzonte come un vecchio
leva la sua anima dal tuo nudo occhio...
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa27 maggio 2013
scorrono un piacere questi versi notturni e malinconici, appena velati da un calor d'amore... g r a n d e
m
mollimra28 maggio 2013
"ferite grandi come incubi" travolgente malinconia, è bellissima meravigliosamente bella...

