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Introspezione 27 maggio 2013 · lettura 1 min · 840 letture

''Spleen della sera''

Flavio Uldanc 252 poesie pubblicate
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Ah, il cielo assiste inerme al ritorno della mia calda pazzia, voli di grigi gabbiani a coprire come un'ombra questo mare che le mie speranze accoglie, umide nebbie, scuri tramonti e veglie silenziose, infinite a far da spose all'anima schiusa come un rovo... Sembrano ferite grandi come incubi le mie orme su questa bianca spiaggia, e lacrime da un viso spento annunciano vuoti giorni ornati d'amarezza, tra le nuvole un'ultimo grido di malinconia solo quello, a testimoniare una sconfinata solitudine Ora t'abbraccia, poeta, come una madre cattiva il lamento di questa torbida sera, e perchè, oh, perché sognare e rimpiangere quel maestoso Sole che lento ti abbandona e che curvo all'orizzonte come un vecchio leva la sua anima dal tuo nudo occhio...
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L'autore
Flavio Uldanc

''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p

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Commenti (2)

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Stefano Drakul Canepa27 maggio 2013

scorrono un piacere questi versi notturni e malinconici, appena velati da un calor d'amore... g r a n d e

m
mollimra28 maggio 2013

"ferite grandi come incubi" travolgente malinconia, è bellissima meravigliosamente bella...