Correre da soli
Vanni Boqueron
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Clessidra dalla sabbia nefanda che mai desiste,
il tempo che, senza volerlo, ci allontana, ci separa.
Una supernova nel mio stomaco
e tu sei l’unico artificiere.
Come siamo arrivati a questo punto?
Se mi volto, vedo ancora le nostre figure incantate ad osservare il mare.
Tu, invece, stai già guardando avanti.
Mi giro, ti rincorro, ti raggiungo; non mi riconosci.
Cado, ruzzolando nei ricordi di momenti che non torneranno;
quando tu eri onda ed io ero mare.
Cosa siamo adesso?
Io sono formica e tu sei scarpa;
io sono foglia e tu sei vento;
io sono filo e tu forbici;
io sono carta e tu sei fuoco;
io un sognatore e tu l’allarme di una sveglia.
Suona; suona pure quanto ti pare:
mi hai schiacciato;
mi hai allontanato;
mi hai tagliato;
mi hai bruciato
ma io continuerò a sognare.
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Vanni Boqueron
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