La lupa
Lunabionda Valentina Di Caro
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Anche se ci foste tutti
la colonna dei vostri ombrelli aperti
non mi risparmierebbe dai tuoni dell'inferno
Bel modo
ripararmi sotto le vostre suole
spacciare l'urina per pioggia
le labbra per un bocca- porto
e quegli sputi di sudore
per offertori battesimali
Questo è il deserto dei giusti
ed è qui che i maremoti
scrostano le vere terre emerse
Non voi, ma la dorsale d'asfalto
mi ha cresciuta e allattata
e adesso lupa, vago
tra gli scoli puliti della mia città
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Commenti (1)
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Francesco Rossi30 maggio 2013
Sembra quasi che in questa dirompente poetica di ribellione l'autrice voglia aggiustare l'orologio della quotidianità poi io vedo tra le righe questa riflessione nascosta ma evidente nel contesto della poesia Noi siamo gli Altri e ogniuno di noi è ingranaggio di equilibrio dove il tutto, in modo particolare l'urlo liberatorio diventa essenziale.

