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Vacanze 29 maggio 2013 · lettura 1 min · 2253 letture

I piedi del moribondo

omissam 412 poesie pubblicate
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Malleoli afro e disiaci... nel quartiere in disuso (molte persone necrofore) il tram non desidera il pretestinto non perdona più la chiesa sfrattata somiglia ad un sorriso verde i bimbi -diomio quanti erano- sono diventati adulti senza brufoli le lore magliette odorano di sconfitta per futuro prevedono passato ridono di rado di solito dopo aver pianto urina divinante il morente dai gomiti in giù- un tempo quello che passa via potevo esser io- scruta i tetti qualche uccellaccio vola basso antenne mimano amplessi col vento lui pensa sarebbe stato meglio nascere domani... cammina lentissimo l'avvenire non verrà strappa sei euro mette una monetina in bocca comincia a fischiettare canzoni che non rammenta ricordò di quando suo padre lo portò a conoscere il ghiaccio...
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...il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (5)

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nemesiel29 maggio 2013

Si intrecciano, in una sorta di corridoio del tempo, immagini antiche di un passato recente e visioni contemporanee, attuali, storicamente incastonate nel presente che per futuro non pare aver altro che un triste revival... Chi o cosa è questo moribondo? Un uomo... l'uomo... il mondo e forse la vita stessa. Molteplici letture e ricerca linguistica volta a indovinati neologismi/composizioni, fanno del componimento una sfida all'intelletto.

Aldo Bilato29 maggio 2013

quando il saggio indica la luna con il dito lo stolto guarda il dito... quando l'autore che qui leggiamo indica... c'è solo da stupirsi che non indichi, ma che ci trasporti verso nuovi orizzonti... lo so, che non sa nemmeno lui dove si trovi e dove ci si trovi... è bello comunque credergli e farsi trasportare dalle 'zzate che scrive e che mi/ci comprendono... e poi il ghiaccio... mi fa pensare a GG. Marquez...

Stefano Drakul Canepa29 maggio 2013

funambolico, anche fra ricordi e variegate pene... una poesia come sempre fantasiosa e creativa... al massimo... grande

Grazia Bianco30 maggio 2013

Acrobata per eccellenza di parole sconnesse che racchiudono pensieri con una meta decisa, leggerti trasporta in un mondo dove quasi tutto è perfetta ilarità...poi come d'incanto il verso si apre ed appare ciò che non è...come sempre sei unico!

Francesco Rossi30 maggio 2013

Beati i morti che muiono perché gli sarà chiesta l'anima come testimone dell'avvenire e dell'avvenuto così come un paio di scarpe.