L'orecchio di Van Gogh

Eccomi,
stasera mi sento
l'aborto della vita
che nauseata
si libera di me
per vivere...
Ma quale poetessa,
le mie
non narrano
di sere fiesolane,
non
delle mie sere,
ma di me,
l'aborto della vita
che in spasmi
di atroce malinconìa
greve scava
nelle sue
notti,
oh,mia maledizione.
Scalcio,
nel grembo di
questa esistenza
gravida
dei miei pensieri,
psicopaticamente io,
empatica
statica nella paranoia
di un
candido muro
che ancora vedo
ora viola
ora nero di Van Gogh.
Sono il tuo orecchio
pittore maledetto,
sanguino
perdendo vitalità.
Vorrei essere
il tuo
pennello pesante
che piange
fredde tonalità
sulla cadaverica tela.
Fottuto genio
spasmodico incompreso
folle nell'essenza,
nelle mani
potenza
©
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