A te
Bruno Leopardi
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A te,
che hai due lacrime per occhi
e che,
ti prende in cuore la paura
di lui,
che quando a sera torna a casa,
si toglie la cintura...
A te,
che sei, "la madre dei suoi bambini"
e che
sentendo che sta per arrivare
li stringi, per cancellar dolore:
piccole mani in grandi mani
e cuccioli di cuori sopra al cuore...
A te,
che conti i vuoti delle sue bottiglie
e che,
vai avanti, tra un sogno livido e le tue pastiglie:
quelle non cureranno mai i tuoi mali...
ma almeno,
si addormenteranno per un poco,
i tuoi tremori.
A te,
che l'hai amato contro tutto e tutti
e che
lo difendevi se ti dicevano che lui,
apparteneva alla razza dei peggiori farabutti...
A te,
"che niente, sono caduta per le scale"
o che
"sai sono urtata e mi sono fatta male"...
A te,
che la tua vita è solo inferno
a cominciare dall'aurora
e che
se non lo dici mai a nessuno, è
perché in te pensi:
"io, forse lo amo ancora"...
A te,
io chiedo di scappare via
io,
ti prego di scappare via.
E ricominciare l'esistenza
con accanto, e ce ne sono,
un vero uomo.
Che sa piangere il dolore
o una gioia infinita,
accanto a te che sei l'amore
della sua vita.
Non ti far ammutolire
ti prego,
tu mettiti a gridare!
Il silenzio, lo sai
uccide la dignità,
il silenzio lo sai è il male
che alle donne ferma il cuore
e nega per sempre ogni verità...
Io,
ti prego di gridare forte
perché,
il silenzio tu lo sai
per le donne...
spesso è morte.
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (1)
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Azar Rudif9 marzo 2015
La sola fuga non è mai una soluzione con certa razza di... ometto il termine... ma sempre meglio che restare.

