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Donne 2 giugno 2013 · lettura 2 min · 3288 letture

Ecco il mio grido

Francesco Paolo Catanzaro 1065 poesie pubblicate
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Eccomi, ancora io, ancora davanti a te davanti a quegli occhi che mi hanno bramata davanti a quelle mani che mi hanno stretta per spezzare ogni mia ribellione, eccomi qui, davanti alla tua coscienza davanti a quel cuore che ti batte in petto sporca del tuo sangue, sporca della tua violenza resa pietra dal dolore, resa masso dalla brutalità Resa montagna precipitata a valle. Eccomi ancora qui, nuda, oggetto del tuo piacere oggetto della tua volontà. Non posso stare in silenzio, non posso stare a guardarti e a rivivere giorno per giorno quella violenza che hai riversato nel mio corpo sulla mia pelle, dentro di me. Eccomi, sarò la tua ombra Sarò il tuo rimorso e griderò a squarciagola il mio dolore i miei sogni infranti le mie speranze spente. Eccomi, perché lo hai fatto? Perché mi hai sconsacrato? Io ti ho amato e tu che gridavi di amarmi era solo questo che volevi? Era solo questo mio corpo che desideravi? Non può essere che per te amore è solo possessione. Eccomi a logorare la tua coscienza come acido a corroderti come polvere a confonderti perché tu possa cambiare e capire che l’amore è un’altra cosa.
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L'autore
Francesco Paolo Catanzaro

Si interessa di pittura, poesia, narrativa e letteratura in genere. Ha pubblicato qualche libro di poesia, di narrativa e figura in qualche antologia poetica. Sue pubblicazioni: Il colore delle braci, Cultura Duemila 1994 Il messaggio ed altre storie, Libro Italiano 1997 La memoria,Calabria editore 1997 Effett

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Commenti (1)

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Doraforino2 giugno 2013

Quella violenza riversata sul corpo era solo possessione, Ora sarò il tuo rimorso, perché hai infranto il mio sogno. Versi sentiti.