Il mare di un bambino
Fabio bruschi
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Un porticciolo piccolo
e il molo che lo nascondeva
da tutto quel mare che non riuscivo mai
a smettere di guardare,
finché sentivo la voce di mia madre
che mi diceva che era tardi
che era ora di tornare.
E i bambini che nuotavano
dietro ad un pallone,
ed io, che, guardandoli,
di sogni ne avrò fatti un milione...
Dentro quel parco, steso sul prato
o sopra una panchina,
avvolto dalle illusioni
che solo a quella eta`
hanno veramente i colori e la musica
del sole.
E certe chiesette sopra ai monti intorno,
fatte per chi aveva voglia di restare
solo veramente,
perché per arrivarci
dovevi sputare sangue
ma quando eri là
il resto non contava
più niente.
Acqua, acqua, acqua e cielo all`infinito,
non mi ricordo più quante
volte ho pianto da bambino,
perché avevo paura
di lasciare quel mondo incantato.
Un giorno, poi,
me ne sono andato
ma la nostalgia è rimasta sempre,
nel profondo della mia mente:
un bambino, il suo mare
e tutta quella voglia di sognare...
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L'autore
Fabio bruschi
Commenti (2)
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A
Almina3 aprile 2007
Gar, questa è la più bella poesia che ho letto di te. Dolcissima, scorrevole, una foto... una immagine viva del ricordo e delle sensazioni..
F
Francesca Coppola3 aprile 2007
ha il sapore dello zucchero filato... è piena di te! piaciuta!
