Il tempo di ieri
Bruno Leopardi
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...Un orologio alla parete
da sempre mio compagno
lì a consumar secondi e ore,
sono trent'anni che stilla la mia vita
battito su battito, discesa e risalita,
da preciso ed infallibile esattore...
Ha visto il tempo dell'attesa
allora,
un figlio, nove lunghi mesi
poi, oggi quello della resa
per sogni ormai sospesi.
Ed attimi che mai passavano
quelli dove tu andasti via
mentre
i miei pensieri mi chiedevano...
loro, quasi una malattia...
E quante volte mi son perso
indietro ad un minuto,
quello che non era uguale agli altri
e dentro e fuori, mi lasciava muto
e quante volte le lancette sue
han fatto il giro,
mentre m'immaginavo il tuo ritorno
e mi crollava addosso il mondo intero...
Adesso sono con me stesso
a colorare quest'alba,
lungo il viale di un mattino
che mi insegue,
dopo una notte scialba.
E non so dirti cosa sento dentro
e poi, forse potresti non capirlo...
però come vorrei, Amore parlarti
oggi, di come ieri fu un tarlo...
E intanto che m'incammino verso questo giorno,
cerco di riconsiderare il tempo andato
e da quel mio vecchio orologio scandito,
mentre mi sforzo di pensare
che quel che è stato, è stato.
C'è nebbia nei viali del mattino...
I viali del mattino sai
non sempre son trafitti dal sole,
a volte son viali al tramonto
o viali d'autunno,
d'uomini stanchi che fermano
in gola le migliori parole...
Perché,
le parole, i pensieri...
son quelli
che le perfide lancette
dell'orologio della vita
han relegato ormai, al tempo di ieri.
Ieri...
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