Ad ognuno il suo
Spenta la notte dagli albori radiosi
il viale prende perimetri si colora di vita,
un cane morde erba il compagno ci gioca,
corrono a coppia maratoneti patiti,
il mio mattino ancora dorme
solo pensieri scalpitano e fremono
lunga la strada dal mattino al tramonto;
Il viale ai vecchi, ai bambini e alle carrozzine,
Il mio porta a due cancelli
pesanti metalli
polveri fini
salati sudari
salari sudati;
Ho poco tempo per alzare la testa,
guardare le verdi chiome,
inspirare il profumo del vento,
ho poco tempo, corro senza gambe
verso il capolinea mi dovrò fermare
ore e ore per acquisire il biglietto
di ritorno.
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Commenti (4)
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G
Gandalf bleu9 giugno 2013
...un mattino che ha lo stile della poetica dell'autore, particolare e bella.
Jura9 giugno 2013
Calpestare la stessa terra non vuol dire affatto percorrere lo stesso cammino. Il poeta ci accompagna per mano in questo viale alberato, sottolineando il significato diverso che questo percorso assume nelle varie età della vita.
Stefano Drakul Canepa9 giugno 2013
mi sono rivisto, nelle code e in quel correre senza gambe calpestando terra o cemento... b e l l a
EnzoL9 giugno 2013
una bellissima riflessione impressione, i colori della routine nel mattino e l'amarezza del tempo rubato... molto molto molto bella!!!!!


