Alberi morti, rami secchi, blazer appesi
Alberi nudi, scortecciati
protesi fragili rami violacei
verso olimpi e dei
colano amarezze restano dissanguati;
Esposti alle intemperie
cadono esausti
marci frutti
miserie;
Non si lasciano soli malati,
Innestiamo gioie
per aggirare le noie
senza storcere dal naso l'odorato;
Rami secchi solo per ardere
senza produrre
risulterebbero effimero traguardo
mentre il fuoco si spegne,
brillano solo blazer
- apparenze-
...dalle tasche cucite.
-vuote-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Jura11 giugno 2013
il richiamo del poeta si erge contro la noia della quotidianità in cui non trovano più spazio i momenti da dedicare alla cura dell'altro, umano o animale o vegetale che sia. Non si può restare impassibili, rigidi nell'apparenza, soprattutto di fronte alle cose che non vanno e che necessitano di mani operose per innestare la gioia.
Francesco Rossi11 giugno 2013
Un forte monito che squarcia il sociale e si apre a una diffusa ricerca interiore degli aspetti che colpiscono in modo diretto e indiretto le fasce più deboli.
C
Citarei Loretta Margherita12 giugno 2013
la classe operaia nn va in paradiso, ottima riflessione, poesia condivisa, bella la metafora dell'albero
Fiammetta Campione12 giugno 2013
Un tema attualissimo e ben rappresentato dall'autore. Chi non produce, non serve più... umanamente siamo davvero al capolinea!


