Cerchio d'albe
Angela Fragiacomo
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(dorme dorme)
prima luce: sugli azzurri, senza testimoni.
(gioia) la quiete la quiete - fin sul naso - l'ovale, ogni viale, ai piedi, alle dita
- una siepe, due siepi -;
arbusti bianchi ai volti e odore - erba sì! in mezzo
(a perpetrare) eccita e lì,
proprio nel momento in cui dibatte: rosso
rassetta una gonna - giallo
afferra un'oca dal becco ed ecco: blu blu
- da sotto da sopra - ferire di lame la bruma - infine, ma prima
prima che tutto
tutto agiti
sola
- forzava dai cardini una porta, imbatteva in platani a lungo,
lungo il corso delle cose (case chiuse ancora) - e nulla
fu uguale a quando
tingeva nere l'unghie, sotto
il livello del mare.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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Aldo Bilato11 giugno 2013
grandissima prova di forza d'una poetessa che ha "muscolo" versi musicali ai massimi livelli tematica e modo visionario d'esporre che mi ricorda Rimbaud... (esagero? esagero!)
Francesco Rossi17 giugno 2013
Si noti "Sola" Un ermetismo poetico che invita il lettore a calarsi nel profondo della riflessione poetica per riuscirne a scoprire l'essenza genereratrice, in questo specifico caso direi: la solitudine, vista da una prospettiva orrizzontale.


