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Spirituali 13 giugno 2013 · lettura 1 min · 694 letture

Oscura

sebina pintaldi 297 poesie pubblicate
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Dicono di me che sono oscura! E tutto perché ogni notte mi ritaglio sublimi spazi con la morte. Godo nel lasciarmi deflorare dal suo ringhio! Lasciarla serpeggiare tra il polso e il cuore. All'alba mi lascia esausta di vita con le ossa falliche per deflorarmi ancora... Io è così che mi partorisco! Terrificante. Vergine. Selvaggia. Sono la figlia dei miei deliri! Senza sgomento... Senza paura!
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L'autore
sebina pintaldi

Sono un cardo che ama la lavanda !

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Commenti (2)

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Alorian13 giugno 2013

Componimento di devastante intensità. Oscurità non sia sinonimo di insensibilità o incapacità di esternazione, ma sia indice di ammirevole audacia. I grandi della poesia, nel corso della millenaria sua storia, ci hanno insegnato che essa nasce dal nulla, quindi dall'indefinito, dall'ignoto, quindi da ciò che non ha inizio ne fine, e per analogia dall'infinito (cito, appunto, Leopardi) . La poesia nasce su quella linea, su quella soglia che ci separa dal divino, da ciò che è oltre la vita, e per questo dal perenne contatto con la morte, con una forza primigenia, "selvaggia", come afferma l'autore, "vergine", pura, incontaminata. Molto apprezzata.

Francesco Rossi13 giugno 2013

Ritagliarsi sublimi spazi con la morte più che essere in modo figurato oscura osei tenebrosa, ma una tenebre da cui il senso del vortice pesa sull'anima; una continua conflittualità si percepisce in questa poesia, quasi uno sfinimento fisico e mentale; poetato con apertura mentale e interiorità.