L'uccello di fuoco
Pamela Li Manni
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Trascino le emozioni più della corrente d'un ruscello
che timido disseta la pietra levigata e vibrante nel mio petto.
Non batto le ciglia ed attendo l'apice d'un suono rotondo,
s'una vetta inesplorata d'un monte che offre un cantuccio di speranza.
E danzo con le movenze d'una fata...
Vortico nel cerchio del sogno,
mentre una Luna paonazza fa capolino fra le pieghe del cielo.
E farfalle dalle ali variopinte solleticano gl'organi del mio corpo.
Un profondo sospiro inebria il cosmo ed i suoi Pianeti.
Folate di vento si scansano al passaggio d'esso,
che come messaggero conduce la sua missiva all'amore superiore.
Nuvole, come merletti d'organza sulla tavola del cielo
accolgono le gocce d'acqua, come fossero nettare d'ambrosia.
Fulmini e saette, come luce fioca di candela.
Il Sole, come fiamma scoppiettante di camino.
Le foglie che aleggiano, come zucchero rappreso e multiforme.
Ed il silenzio, come la pace d'un mite Buddha
che trascende il caos universale della Terra inquieta.
Un uccello di fuoco vola silente,
con le piume d'un angelo caduto da Venere alla ricerca del suo nido.
S'appoggia s'una duna,
emozionato al cospetto d'un verde smeraldo agitato di passione,
contando i baci fra le onde e la sua rena.
Tanti baci, come le stelle del firmamento...
Rombi di tuoni, come tamburi di sottofondo alla danza dei sensi,
d'una Natura che differisce dalla carne.
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Pamela Li Manni
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