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Impressioni 15 giugno 2013 · lettura 1 min · 2232 letture

Giorni di latta

francesca maria soriani 259 poesie pubblicate
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Ti aspetto, ma non torni giorni di latta e di stelle stinte su una scia di lacrime Vuote speranze come stanze sfitte lucciole spente nelle chiome dei sogni ... Battiti lenti del cuore nell'agonia dell'attesa scivolano i passi sui sospiri dell'anima Corre il tempo su binari infrangibili frastagliando scorci di passato ... Ultima meta, una stazione avvolta nella nebbia mi vedrà scendere sola...
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L'autore
francesca maria soriani

"Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l’arduo privilegio d’aver altrettanto sofferto" Emily Dickinson Se volete sapere qualcos'altro di me, chiedetelo al mio gatto:lui non mente.

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Commenti (8)

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s
sergio garbellini15 giugno 2013

Quando l'anima si sente sola, la malinconia la fa da padrona, in questo clima di solitudine e di attesa, si erge a paladino la tristezza descritta in versi con una spiccata onda di poesia. Una lirica di notevole fattura che il lettore interessato sente di apprezzare.

Rosita Bottigliero15 giugno 2013

si aspetta un sogno... non arriva... è come un treno che aspetta la fermata della felicità ma si rimane delusi... molto apprezzata

Poesiaerre15 giugno 2013

un biglietto per due sul treno della vita. Un intoppo voluto dal destino che si diverte con i suoi tiri mancini .Si scende ad una fermata e ci si perde tra la folla eiIl treno riparte con un solo passseggero

P
Paolo Morganti15 giugno 2013

Poesia che descrive uno scenario apparentemente esterno appartenente al mondo in cui si vive, ma è in noi che accadono questi giorni, queste assenze, questi abbandoni a metà strada sul percorso del nostro viaggio, una riflessione, una introspezione che ci porta in noi stessi a riesaminare emozioni e sensazioni e la poesia, bellissima, è la miccia che fa esplodere questo stato d'animo, per la sua profondità di descrivere il vissuto.

Alberto De Matteis15 giugno 2013

Nella nostra vita facciamo continuamente dei sogni bellissimi, ma poi ci accorgiamo che arrivano tante delusioni e alla fine ci si ritrova da soli. Ma occorre non disperare mai, perché al di là delle tetre nubi c'è sempre il sole che splende.

Sara Acireale16 giugno 2013

Un'attesa che non ha fine porta alla stanchezza, logora l'anima e una grande malinconia scende sul cuore. É come se la nebbia non si dovesse mai diradare ma non bisogna disperare mai perché in fondo al tunnel si troverà sempre la luce che rischiarerà il cammino...

Patrizia Ensoli16 giugno 2013

La prima strofa è già una poesia a se stante bella e malinconica, un attesa che gia è consapevole di quell'assenza profonda che si nutre di piccoli bagliori del passato... Molto triste la chiusa di una stazione " vuota " Intensa e bella nella sua malinconia.

Salvatore Masullo16 giugno 2013

Un'attesa che diventa un'agonia quando a farti compagnia restano la solitudine e la malinconia. Il cuore non può più arrampiacarsi sulle pareti di una speranza che non ha più consistenza, né motivo d'esserci. E intanto il tempo inesorabile scorre senza vie d'uscita. Bellissimi versi che ti entrano dentro e suscitano palpiti di tristezza ineludibile. Bellissima anche la chiusa finale con quell'immagine di una donna che questa volta scende sola da un vagone tra le nebbie. Complimenti all'Autrice che lascia veramente un segno nel cuore e nell'animo del lettore!