Randagia
sebina pintaldi
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Randagia
riposava sui macigni espulsi dal suo cuore.
Disfatta e traforata da bellicosi silenzi.
Dicevano di lei che fosse matta!
Attraversata da una giungla priva di contorni.
Lì tutto tace!
Le pupille si tramutano in cannoni!
La definirono anonima e crudele...
Un pericolo per le anime pure.
E la pazza, folle di letizia,
svaniva tra i soffi dei suoi crepuscoli interiori.
La gente la cercava nella notte.
Lei...
Era già musica nel mare!
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