Fantasmi estatici capitolini

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (9)
in uno spiraglio di tempo... la luce di omissam... Apprezzatissimomissam...
Mi colpisce molto la tua eccentricità e la tua bravura!
Un uragano di sensazioni si fanno avanti leggendo questi particolari versi – un autore che ci ha abituato a non meravigliarci più di niente – letta con il fiato traboccante.
riflessioni... tra mille sensazioni stati d'animo, odori, presenze velate ... turgenev sarebbe stato meglio senza Padri e Figli non sarebbe stato definito disonesto ... vivere vegetando in un modo che non si condivide...
Io penso che nella generosità di Turgenev, anche se solitario e forse istrionico uomo, si può fare un pensiero di come si devono impostare rapporti interpersonali e condividere problematiche sia di familiari che di amici.
smanetta l'anima e gli occhi ancora rincorrono i binari dove corrono questi versi. potenza evocativa.
Parto da quei fantasmi/papaveri stretti (forse al petto... gesto naturale ed istintivo) in un atto di protezione... contorni nebulosi, odore senza tempo, colori pastellosi... ecc. ecc. ecc. tutto scivola in una calma sospesa ed irreale... ma poi i versi si fanno aspri, la visione è incalzante, quasi illogica... i pensieri stessi diventano ossimori se non cercati... illogici per loro stessa definizione, realtà che non ha nome... I versi finali inquadrano un'anima in attesa, solo agli stolti apparentemente morta, a cui l'esistenza spetta e che da essa esige rispetto in quanto creatura pensante e non marionetta... Il cerchio si ri- chiude, quei fantasmi/papaveri sono vita...
Mi risulta sempre più difficile non dico commentare, ma solo esprimere il pensiero su questo poeta che adoro. Quel suo funambolismo, il giostrar fra concetti e parole che paiono così gettati là e che invece hanno una profondità che, come direbbe lui, prende il celebrale, ma anche i cuore. Quei lampi di se che ci dona come in un confessionale che gli va stretto. E nell'apparente scherzare col suo io emergono verità indiscutibili Squarci di vita.
Impossibile leggere qualcosa di scontato con questo autore. Una poesia questa che sa trascinare tra citazioni, ritmo eccellente e versi che sembrano sparigliati a caso (per quanto appaiono spontanei) ma in realtà sembrano seguire un filo logico ben delineato. Apprezzabile l'ironia che accompagna il lettore in un sviluppo narrativo che conclude con la consapevolezza d'essere incapace di vivere appieno la vita. Elemento dal quale non è difficile sbrogliare e intravedere la trama della vita di molti di noi e, più specificatamente, dell'uomo moderno ormai stretto nella morsa di costrittive invenzioni tecnologiche.








