Afrore
Ho fantasticato
l’estasi di un pomeriggio afoso
di pelli sudate scorrersi addosso
ed il tuo sapore
di estro.
Aspiro il tuo respiro
caldo
inebriante come fumo d’oppio.
Assaporo i tuoi umori
dolci, salati, dolcissimi.
Le mie mani
modellano il tuo corpo
scivolano sopra la pelle
bianca di luna,
i tuoi capelli
sciolti lunghissimi
mi legano le dita alle reni che sussultano,
si inarcano i corpi
tesi
nel fremito rovente
si sciolgono poi le membra,
nella penombra che ancora palpita,
unisona
con l’ansimare ritmato e silenzioso,
complice
mentre intorno ronzano gli insetti
sulle alghe di questo mare
quieto ora
dopo lo schianto dell’onda
si rincorrono giocose le dita
che saporano di me e di te
compiaciute.
©
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L'autore
drennio
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