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Sociale 5 aprile 2007 · lettura 1 min · 3917 letture

Clandestini di cioccolata

Salvatore Ambrosino 783 poesie pubblicate
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Li ho visti da lontano ad uno, ad uno Avevi ragione tu sembrano di cioccolata Nei loro occhi c'è la paura paura di essere scacciati o peggio di essere venduti all'asta come carne da macello o da bordello Mi son parsi un po' bruciati ma quando con loro ho dialogato ho capito che noi altri siamo i crudi Loro sono solo ben cotti cotti dagli infuocati raggi di sol leone che allunga le loro giornate di travaglio restando chinati per ore e ore
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Il problema dei clandestini è un dilemma sociale al quale non si riesce a trovare una soluzione. Loro scappano da una brutta situazione, miserabile, insostenibile, e vengono per cercare di meglio del peggio. Tutte le Nazioni ricche se aiutassero quelle povere investendo i capitali che purtroppo sono costretti a spendere per contrastare questo fenomeno, sono sicuro che tanti restano a casa propria.

L'autore
Salvatore Ambrosino

Il mio nome è Salvatore Ambrosino, gli amici mi chiamano Satos, sono nato a Caracas- Venezuela – nel 1961 e nel 1964 i miei genitori si sono trasferiti in Italia nella zona Vesuviana a Saviano provincia di Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino a 20 anni. Ho un diploma conseguito nel 1979 a Pomigliano d’Arco

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Commenti (12)

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Molto, Molto sensibile il tuo scritto... bravo ad affrontare un doppio problema e un doppio male di questo Mondo

Cristina Khay5 aprile 2007

Tema affrontato con sensibilità e profondità... i versi percorrono le loro strade e le tue in un comune sentire... bravo... piaciuta molto...

M
Marina Como5 aprile 2007

bellissimo verso ”carne da macello o da bordello” che racchiude e rende attuale la tragedia antica. Dalla poesia della cioccolata, passando per il reale, affermando attraverso la parodia della carne, arriva con parole dure nella chiusa rendendo più reale la denuncia. Sempre il solito. Mi piaci proprio.

Barbara Di Lorenzo5 aprile 2007

Bella riflessione anche se generalizzata... Noi altri siamo i crudi? mah... PS: lungi da me l'esser razzista!

M
M1st1c45 aprile 2007

molto toccante questo tuo scritto ed il suo contenuto, che si sta venendo pian piano ad eclissare nelle nostre menti. uno scritto per non lasciar cadere nel dimenticatoio queste povere persone.

Giovanni Monopoli5 aprile 2007

problema cronico che si augura sempre venga debellato, ma l’ignoranza ed il razzismo esistono ancora e questa brava gente viene discriminata sempre più... bellissimo testo...

M
Maria Francesca5 aprile 2007

Bella riflessione, ma l'uomo non è mai capace di storiche svolte di emancipazione dalla barbarie

I
Il Massimale5 aprile 2007

Bello il significato... molto significativo il tema... magico il paragone... Bravo amico!

M
Mony5 aprile 2007

poesia molto vera hai nostri giorni, avvvolte non ci rendiamo conto di quanto veramente il destino puo essere crudele.. bella poesia toccante, grazie per averla scritta,

Triste5 aprile 2007

Giustissima denuncia la tua. br Quanti clandestini lasciano i loro cari in cerca di chissà quale paradiso... br ma molti non trovano che un altro inferno...

M
Mapy5 aprile 2007

ambrosino questa poesia è bellissima e in fondo lo sono tutte!

O

Più che dall'indifferenza (che ce n'è comunque in abbondanza) , cotti dal nostro egoismo. Bello il passaggio del nostro essere ”crudi” contrapposto alla loro ”cottura”... Poesia di denuncia, poesia impotente come i loro sguardi piegati dalle nostre zavorre. Bravo! , con grande stima,