Lamento
Pamela Li Manni
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Se voi sapeste della tenerezza di cui ho bisogno, ora.
Se voi sapeste della dolcezza che mi manca, ora.
Chissà cosa mai fareste...
chissà se mai v'importerebbe...
Una voragine dimora nel mio petto
e mi trascina nel limbo dell'impotenza.
- Ah... che male che mi fate... -
Nemmeno so chi v'ha recato questo scettro,
ma riconosco la scure rovente che ha diviso un cuore docile di volontà...
Il tappeto di ceneri ha la forma dei piedi miei, nudi,
nella caverna del nulla, per l'andirivieni dei pensieri nefasti.
La cappa di fumo ha dimora nei miei polmoni.
Le fiamme son'ormai le vesti,
s'una pelle consumata da graffi che appannano il pensiero.
Non v'è giornata, anima mia, senza ch'io preghi la pace di Buddha.
Non v'è nottata, sangue del mio cuore,
senza che fili le mie memorie, col telaio di mamma Luna,
mentre le stelle canterine invocano il mio senno perduto.
La notte mi offre la sua compassione
donandomi il vostro volto devoto e contratto da dolente passione.
La notte è il mio calore,
sotto lenzuola, come sottane che offrono un rifugio.
Le braccia di Morfeo cullano il mio sonno inquieto
ed una nenia promette, se io mantengo...
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Pamela Li Manni
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