Barbone
Il letto di cartone mi accoglie.
la mia buonanotte rimbalza ancora
nell'aria scordata.
Duro è il giaciglio.
NULLA.
Lente le ore incancreniscono
i dubbi nella mia mente,
e le mie certezze.
neanche il tintinnare datomi
da quel passante mi allieta
INDIFFERENZA.
Avrei preferito un sorriso.
Mia madre
prodiga di consigli,
mio padre
un gran lavoratore.
Quante parole datemi in pasto
professori, amici...
INDIGESTIONE
I miei insegnanti siete voi,
miei cupi pensieri,
mia stupida certezza
del niente.
Avrei preferito un sorriso.
APATIA.
Immersa,
quasi perdo il ragazzo:
non mi fissa lo sguardo;
nè pietà, né compassione.
Solo luce
il suo sorriso
per me.
NESSUN DORMA
perché i sogni migliori
oggi
sono miei.
©
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Commenti (4)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina5 aprile 2007
Grazie.Grazie, grazie.Mi è piaciuta moltissimo.Quadri altamente comunicativi.
Zima5 aprile 2007
può essere un'indigestione di parole e consigli il motivo scatenante di una scelta di vita cm qst? . . . sarà forse l'indifferenza... o... ki lo sa! . . . sei brava Marina e nelle tue poesie tocchi sempre argomenti importanti.
Giovanni Monopoli5 aprile 2007
hai saputo evidenziare una triste realtà che investe molti individui nel loro vivere da derelitti... buon testo...
Salvatore Ambrosino6 aprile 2007
Ci avevo pensato molte volte a scrivere una poesia sui barboni, tu l'hai fatto in un modo sublime, mi è piaciuta molto. Brava


