" Il canto del gallo"

Era di notte
(sempre lei, la notte)
Firenze festeggiava San Giovanni
e nel recinto delle vacche grasse
- senza sciacquare i petali in Arno -
mi colse un fiore.
Sul Ponte Vecchio
sciami di profumo gridavano
come sirene omeriche
e mi avvicinai a orecchie nude.
Fu Perseo,
poco lontano,
a recidermi su commissione.
Puntuale il dolore.
Come all'alba il canto del gallo.
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L'autore
Breus
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa21 giugno 2013
una poesia di grande classe, che mi ha molto colpito per profondità . E' asciutta, incisiva... coglie nel segno.
M
Mariasilvia22 giugno 2013
Offusca la notte una ferita che equivale tutto a dire>>fine>>. Quest'eterno rischio di finire tra acqua a lungo caduta. Una giornata che non ha visto il sole... Cento giorni di temporale non bastano. Ben stilata, eleganza e raffinatezza in rime " scelte" ! Apprezzata molto!

