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Introspezione 23 giugno 2013 · lettura 1 min · 3433 letture

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Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Non smetterò di rimbrottarti ed ora dato che il tarlo ti consuma il tetto spegnerò il fuoco che il demone indora - scorbutico poeta il maledetto. Fine background è tempo di cambiare non c'è più spazio - parlo chiaro sappi - offrire prora all'impetuoso mare mi pare saggio, inutile che scappi. Arrancherai sopra ai dorsi e in sterrati dove il trascorso è fango che trattiene cavalcherai sui tuoi destrieri alati con sulle spalle le bricolle piene. E parlerai del tempo evaporato con l'ardore del milite ferito dal catrame e selciato consumato tra un cohiba, blues note ed un mojito. Ti attarderai quando la notte tonda porgerà lieve l'eco del mattino come la sabbia su cui spande l'onda terrai del mare il suo umore salino.
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Duilio Martino
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Commenti (3)

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sergio garbellini23 giugno 2013

Ottima composizione poetica, tutta rimata e melodica, con un tema alquanto interessante e profondo, ma perdonami questa piccola annotazione: ci sono due rime (licenza poetica?) che non si baciano tra di loro ... al poeta è tutto permesso, no? bravo.

Stefano Drakul Canepa23 giugno 2013

c'è sempre un tarlo che rode il maledetto, è un dolore sempre presente e vivo. Questa tua mi piace tantissimo, incisiva e piena.

Cinzia Gargiulo24 giugno 2013

Il mare torna sempre come elemento fondamentale nelle liriche di questo autore. Opera molto apprezzata per contenuto e forma.