La scellerata
sebina pintaldi
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Si spalancò alla vita.
Insolente!
Scellerata!
Con l'odore sulla pelle
dello stesso sputo
che l'aveva generata.
Era stata fabbricata fuori controllo!
Senza misura!
Tra i soffi del mare increspato
e il sorriso beffardo di una mezza luna.
Era l'elemosina di un orgasmo andato a male!
Raccimolata nei sinistri pensieri
di un malinconico carnevale...
Era una nota illeggibile!
Indecifrabile!
Su fogli larghi e vesciche doloranti.
Era un oscuro presagio...
Non si lasciava prendere!
Non si sapeva dare!
Lei...
Un surrogato di fiore adulterato
nella linfa dei sovvertiti sensi.
Un pozzo d'inchiostro.
Rilegata alle cicatrici dei suoi necessari silenzi!
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Commenti (1)
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Francesco Rossi26 giugno 2013
Era una nota di asuefazione poetata con garbo e con dirompente slancio che fissa sul momento segni che rimangono evidenti come cicatrici.

