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Amore 30 giugno 2013 · lettura 2 min · 8387 letture

A spettinarti l'ansia (e i suoi recinti)

Maria Grazia Vai 701 poesie pubblicate
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Ritrovarti dove il labbro della notte fiorisce ancora testamenti d’un fuoco mendicante. Nell’acuto predicare la linea obliqua delle mani, fin sopra quella fronte pungente che - dissanguando ogni mia parola, portava doni ai tuoi polsi- Quel fiato sudato dagli occhi frettolosi che mi scava i segreti della pelle, rendendomi della notte l’albume di un sogno L’ora in cui le stagioni fanno l’amore con l’incertezza del cielo, consumando le prime ore del mattino nell’afoso d’un bacio che spettina le voci nell’utero di tutte le mie ansie. Riscrivendoci clandestini senza veli nelle vene del vorace desiderio d’una -ampolla cocente d’amore- tra i sorrisi di un’orchidea che nasconde ancora la rossa saliva dei suoi recinti. Quella rabbia che ubriacandomi ti spettina la nausea alle parole tornate a ricucirmi l’ansia d’una felicità sui fianchi del rimpianto. Come il sangue d’una supplica che stringe le ginocchia al silenzio. Senza fare rumore, senza neppure accendere il fiato d’un risveglio sfiorato. Come fossi tu l’estate che m’incava al respiro del tuo cielo. Pesante, nelle labbra sporche delle mani. Seppure sembra ti stia ancora masticando l’inverno nel sorriso d’una pietra rovente d’amore, tra le chiome infanti dei miei vuoti silenzi. Nel fenditoio maculato della tua gola, dove sei la mano di canfora che mi spalanca la bocca. E ascoltandomi -m’invecchia.
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Commenti (1)

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Francesco Rossi30 giugno 2013

Albume d'un sogno quindi una conservazione del ricordi, desiderio cocente, passionale, oserei sanguigno, amore scavato nel profondo in un verseggiare altamente coinvolgente.