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Riflessioni 1 luglio 2013 · lettura 1 min · 1310 letture

Vasi di coccio

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Il sale era giusto e il sole era calda la sabbia scottava troppo, quasi bollente arroventava piedi e mani ché il cuore già era bruciato scottature lasciano segni profondi si spellano addosso al cambio repentino di pelle riaffiorano tristezza, desolante villaggio abbandonato prima c'era la gaia folla che schiamazzava poi quando il mare era nero c'era la luna brillantante sulle tremule onde balenante e le labbra sfioravano aliti al cioccolato gelati al freddo improvviso cadeva la neve erano stelle perse senza l'Oriente nemmeno a ponente si ritrovavano mano per mano lasciavano indietro orme profonde; Tornando su quei passi disorientati perderemmo il controllo necessaria virtù di essere narcisi al vento sbattuti un poco di qua e un poco più in là! ...Oramai senza colore, avvizziti, resta il vaso e la terra... ...germogliò!
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Commenti (2)

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Francesco Rossi1 luglio 2013

Cuore bruciato ma mai spento ed ecco la chiusa mirabile "Germoglio"

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Gandalf bleu1 luglio 2013

...Oramai senza colore, avvizziti,...germogliò. Lirica che scorre facile alla lettura e ritrova tutto il senso nei tre versi finali stupendi. Complimenti