Vasi di coccio
Il sale era giusto
e il sole
era calda la sabbia
scottava
troppo, quasi bollente arroventava
piedi e mani
ché il cuore già era bruciato
scottature lasciano segni profondi
si spellano addosso
al cambio repentino di pelle
riaffiorano
tristezza, desolante villaggio abbandonato
prima c'era la gaia folla che schiamazzava
poi quando il mare era nero
c'era la luna brillantante
sulle tremule onde balenante
e le labbra sfioravano aliti al cioccolato
gelati al freddo improvviso
cadeva la neve
erano stelle perse senza l'Oriente
nemmeno a ponente si ritrovavano
mano per mano lasciavano indietro orme profonde;
Tornando su quei passi
disorientati perderemmo il controllo
necessaria virtù di essere narcisi
al vento sbattuti un poco di qua e un poco più in là!
...Oramai senza colore, avvizziti,
resta il vaso e la terra...
...germogliò!
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Commenti (2)
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Francesco Rossi1 luglio 2013
Cuore bruciato ma mai spento ed ecco la chiusa mirabile "Germoglio"
G
Gandalf bleu1 luglio 2013
...Oramai senza colore, avvizziti,...germogliò. Lirica che scorre facile alla lettura e ritrova tutto il senso nei tre versi finali stupendi. Complimenti
