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Amore 2 luglio 2013 · lettura 1 min · 4197 letture

A Te che soffri

omissam 412 poesie pubblicate
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La sofferenza non ha colori disegna contorni precari il suo cielo è cosparso di nubi che non prendono forma ha un sole nero freddo emaciato dalla pienezza della solitudine ogni stanza diventa pece ogni letto prigione ogni sorriso un biglietto scaduto... provaci raduna le tue disfatte recintale nei perimetri astiosi dei desiderata mangiale le pauretue digeriscile come grumi di sangue perso fagocitale nelle speranze che grattano i tuoi occhi così vivi così morti da ereditarne le acute manchevolezze... dai prendi le tue lenzuola fanne nodi perpetui adombrale sulle finestre tue -ne hai tante, ritrovale- fanne corde tese sul futuribile fuggi da te da loro scappa dal dolore assassino il tempo puoi fermarlo scolpirlo sulla tua ora migliore l'orologio è lì ferma il tempo e sorpassalo...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (8)

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Rosita Bottigliero2 luglio 2013

"La sofferenza non ha colori. ..." il soffrire ha mille sfumature e non bisogna mai abbattersi ...anzi reagire... versi dell'autore molto intensi ...

Angela Fragiacomo3 luglio 2013

dolore senza nome, senza colore né perimetro, senza. senza voce e qui la trova, da chi ben conosce quelle stanze rapprese sangue nero, croste che non cadono a cui si abbarbica la vita di chi non abbia più che il buio... . poe rivolta a sé e al mondo: il dolore ci appartiene, come l'amore accomunati dalla passione, senza non si vive, ma... occorre accoglierne messaggio ed essenza lasciandosi attraversare viverli fino in fondo per vivere... non farne mai la propria tomba: nessuno verrà a deporre fiori...

Gentiana Marika3 luglio 2013

Fuggi da te stesso e ferma il tempo scolpendolo sull'ora migliore! _ quanta potenza e forza contiene questo verso, quanto è intenso e profondo, a me parla e mi scava dentro ... Lirica che tratta in modo sublime un argomento tanto profondo e delicato. Sempre in gambissima l'autore nello trasmettere con uno stile unico e originale le sue percezioni suscitando vera emozione nel lettore. Segnalo e infiocco, !

Una poesia dai molti colori e dalle molte sensazioni che è un incitamento a superare le proprie sofferenze, i propri limiti i quali, immancabilmente, sanno manifestarsi nei momenti in cui è necessario un salto di qualità nella propria vita. Ravviso nella poesia (non so se è l'intendimento dell'autore) l'esplicitazione di come la sofferenza possa dare la possibilità di utilizzare certe forze mentali e spirituali, in grado di gettare ponti verso una coscienza maggiormente espansa e, grazie alle quali, è possibile raggiungere mondi sconosciuti. Mondi immaginifici ai quali tendiamo forse inconsciamente (e ai quali forse per certi versi sembriamo destinati) perché capaci di aprire ed espandere e stravolgere la nostra percezione della realtà.

Rita Stanzione3 luglio 2013

Non si possono eludere le paure, ma scarnificarle sì "il tempo puoi fermarlo/scolpirlo sulla tua ora migliore" poesia profonda ed emozionante, si percepisce quel mondo interiore che si vuol condividere. Bella, molto!

Patrizia Ensoli4 luglio 2013

" Ferma il tempo e sorpassalo "... Dolore un arma che imprigiona e uccide lentamente, facendo il vuoto dentro e fuori... Finestre che spesso non si ha il coraggio di riaprire! Ottima lirica

elena rapisa4 luglio 2013

La sofferenza è un'arma impropria che la mente usa sovente per allontanarsi dalla vita. E' una malattia che si cura nel tempo, aprendo quelle " finestre" quelle porte per farvi entrare i ricordi più belli e riprendersi il fiato. I colori saranno diversi, ma ugualmente intensi. Il dolore è solo nero: impalpabile e mortale gabbia dalla quale solo chi vuole può uscire.

nemesiel4 luglio 2013

La sofferenza qualunque essa sia, fisica, mentale o spirituale è uno dei maggiori "non senso" dell'esistenza . Perché il dolore,...cui prodest?.A cosa serve? Dovrebbe avere, secondo molti, una funzione "etica"perché la sofferenza sovverte le priorità, ridimensiona e ci ridimensiona, crea empatia. Ma non sempre è così, non per tutti ha questa funzione purificatrice; spesso crea astio ed egoismo, insofferenza, solitudine, rabbia. A meno che non si abbia una grande forza spirituale, quasi trascendentale direi, la sofferenza lungi dal farci diventare asceti il più delle volte ci fa arrendere, chiudere, rifiutare... Argomento infinito, poetica affilata che taglia l'anima del lettore con immagini metaforiche prive di qualsivoglia facile retorica.